Conservatorio S. Maria delle Grazie, nuovo ricorso di Marco Fiorentino: non si può fare l'ostello!

Se qualcuno si era illuso che fosse calato il sipario sul confronto politico sulla nuova destinazione del Conservatorio Santa Maria delle Grazie all'indomani della discussione avvenuta in Consiglio comunale a seguito dell'iniziativa ispettiva del Consigliere Marco Fiorentino, è ora di ricredersi. Infatti Fiorentino ha inoltrato una formale istanza alla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio dell'Area Metropolitana di Napoli rappresentata dall'arch. Rosaria Crescenzio con la quale integra la documentazione precedentemente inviata con atto di diffida nei confronti del Comune per sospendere ogni iter autorizzatorio per gli interventi di ristrutturazione dell'immobile.


Nella nota trasmessa qualche giorno fa Fiorentino si sofferma sulla destinazione catastale dell'immobile spiegando i motivi per cui il Conservatorio non può essere trasformato neanche in un ostello, prospettiva ipotizzata una volta che sembra definitivamente tramontata l'idea di fare del convitto un B&B con annessi e connessi servizi di ospitalità e di natura commerciale.
Evidenzia a riguardo il consigliere Fiorentino: é noto a tutti i Cittadini, agli Amministratori e agli Uffici che i locali del Conservatorio oggetto del contratto di locazione con la ditta Schisano Antonio di Schisano Francesco sono destinati da oltre 50anni ad aule della scuola. A quel tempo, anni 50-60, una diversa destinazione d'uso non era soggetto al rilascio di titoli edilizi (lo è diventato con la legge 10/1977). 

La destinazione d'uso diversa da quella catastale non essendo vietata dalla legge del tempo era lecita. La liceità della diversa destinazione d'uso acquisita da oltre 50anni da queli locali toglie valenza alla destinazione catastale (che come è noto prevale in assenza di titoli abilitativi ad una diversa destinazione d'uso) che nella specie non vi è per non essere all'epoca prevista l'esigenza di un titolo edilizio e per non essere, la mutata destinazione d'uso vietata dalla legge (scuola, educantato, ecc...) mutata legittimamente negli anni 50/60 impone di valutare la compatibilità degli strumenti edilizi con tale destinazione e non con quella catastale.

"Ferme queste che lo scrivente ritiene insormantbili ed oggettive condizioni utili ad escludere legittimità edilizia ed urbanistiche agli interventi oggetto del contratto di locazione del Conservatorio - conclude Fiorentino - è opportuno anche rappresentare che Convitto, nel significato comune della nostra lingua, è sinonimo di Conservatorio e deve intendersi come specie di collegio destinato alla formazione ed educazione culturale dei religiosi e dei laici che hanno prevalenti attitudini alla propria ideologica spiritualizzazione. La destinazione a Convitto e Conservatorio pertanto di certo neppure può essere compatibile con un ostello che per sua natura esclude le anzidette prerogative". 

L'ipotizzata destinazione a Ostello, scaturita dalla relazione tecnica a firma dell'arch. Daniele De Stefano, titolare della posizione organizzativa del IV Dipartimento, al termine di una dettagliata analisi sull'immobile e sulla normativa vigente in materia, appare come una possibile scappatoia offerta per realizzare un intervento edilizio che praticamente non può essere autorizzato. Con la nota esplicativa presentata da Fiorentino alla Soprintendenza la vicenda potrà finalmente essere chiarita nella forma e nella sostanza.

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